giovedì 21 giugno 2012

Il Ciclo di Shannara


Gli esami mi stanno portando via parecchio tempo, ma non voglio rinunciare a portare novità sul blog. Dopo un lungo periodo ho finito di leggere l'intera prima trilogia di Shannara, che nel lontano 1977 conquistò moltissimi appassionati del fantasy. Terry Brooks, fin da subito, ha mostrato una grande capacità nello scrivere e dando alle sue storie la più classica delle magie.
La Spada di Shannara ci introduce nelle Quattro Terre. Tutto inizia quando il giovane Jair Ohmsford viene incrociato da un gigantesco individuo, di nome Allanon. Costui cerca il suo fratellastro Shea e, senza tanti complimenti, racconta loro che il Signore degli Inganni Brona progetta una nuova guerra tra le razze, e che solo la spada può fermarlo. Inizierà dunque per questi fratelli un lungo e tortuoso cammino, dove i nemici senza pietà attendono un solo passo falso per eliminarli. Ma non saranno soli in questa avventura, perchè si formerà una compagnia di coraggiosi, provenienti da tutte le razze, a simboleggiare una lotta senza eguali. Inoltre Shea avrà l'ausilio delle potenti e misteriose Pietre Magiche, unico segno lasciato di un'era magica senza uguali e senza tempo.
Il primo libro scritto da Brooks presenta tutti gli elementi che resero celebre il suo predecessore Tolkien: non azzardo a dire che la prima metà ripercorre gesta quasi completamente prese dalla trama del Signore degli Anelli, e questo potrebbe non piacere a molti puristi e amanti del vecchio fantasy. Ma è dalla seconda metà in poi che c'è un accenno di cambiamento, una voglia dell'autore di intraprendere una storia tutta sua senza cadere nel banale. E infine ce la fa anche se in modo poco convincente, ma regalandoci comunque una storia ottimamente scritta con uno stile maturo e personaggi caratterizzati affiancati a lande magnifiche e segni di una civiltà distrutta non molto dissimile dalla nostra, aggiungendo misticità all'intera opera. Se avete apprezzato la classicità di Tolkien, Brooks sarà in grado di regalarvi emozioni molto simili.


Più di cinquant'anni son passati dalla dipartita di Shea per sconfiggere Brona, e le Quattro Terre stanno conoscendo un momento di pace e tranquillità. Tutto questo però non è presente nell'Ovest, nella patria degli Elfi, quando la maestosa Eterea, pianta sacra e di età incalcolabile, inizia ad avvizzire rilasciando tre pericolosi demoni provenienti da una dimensione parallela. Dadga Mor, il Camaleonte e il Mietitore saranno i primi pericolosi avversari a progettare la distruzione del mondo. Questa volta sarà compito del nipote di Shea, Flick Ohmsford, ritrovare l'ultima Eletta sopravvissuta nonchè nipote del re degli Elfi, Amberle. Tutto per un viaggio senza ritorno in una desolata terra dominata da spiriti e qualcosa di ancora più temibile. Dall'altra parte, l'esercito elfo si ritroverà a fermare un'avanzata di orde di demoni infuriati usciti dal Divieto, con solo pochi alleati e il Druido Allanon.
Il secondo libro di questa trilogia si pone come il migliore: Brooks finalmente si è messo di impegno con l'originalità, con personaggi e tematiche completamente estranee al predecessore. Con l'aggiunta di nemici affascinanti e pericoli sempre imprevedibili, la lettura scorrerà veloce ma soprattutto saprà rapirvi per scoprire la fine di ogni storia, di ogni paura e di ogni consapevolezza. La storia si concentra poi molto più direttamente sui due protagonisti e del rapporto che scaturisce dai pericoli affrontati insieme, senza un vero aiuto lungo il cammino; merita una citazione anche l'approfondimento sul potere delle Pietre che non sempre si rivelerà essere positivo per chi le usa. Un piccolo capolavoro di scrittura che vi terrà con il fiato sospeso fin nelle ultime pagine.


L'ultimo libro del primo ciclo di Shannara vede protagonisti i due figli di Flick, venti anni dopo le sue avventure. Dopo aver ripudiato la magia, Flick è rimasto comunque cambiato dalla sua esperienza con Amberle, e queste capacità son state trasmesse nei figli Jair e Brin Ohmsford, in grado di usare la magia a piacimento tramite il canto. Allanon, apparentemente per l'ultima volta, tornerà a sconvolgere la famiglia chiedendo alla ragazza Brin di penetrare nell'Est, nel Maelmord, per distruggere il Libro del Male Ildatch, da cui è scaturita una nuova forma di male ancora più pericoloso del Signore degli Inganni. Quest'avventura richiederà ancora coraggio ma soprattutto il supporto di personaggi valorosi e carismatici, oltre a una grande dose di fortuna che non mancherà ai due protagonisti.
Non mi dilungo oltre sulla trama per non svelare troppo, essendo questo terzo libro formato da ribaltamenti interessanti sulle varie vicende descritte. Qui Brooks ha voluto mettere il meglio del primo assieme con l'ottima qualità del secondo: si ritorna infatti alla compagnia di eroi in viaggio per sconfiggere le forze del male, ma stavolta ogni personaggio ha una propria storia, una propria precisa psicologia. Inoltre si tratta di un capitolo molto dark della saga, perchè viene  reso davvero bene come la magia sia spesso più potente del suo portatore e come lo spinga a distruggere sè stesso. Anche se la presenza di splendide comparse come il Mastro d'Armi Garet Jax, lo Gnomo Slanter o la giovane Kimber Boh, la sensazione di deja vu balzerà fuori come nella Spada di Shannara. Un peccato perchè le basi per un libro più innovativo c'erano tutte, ma viene giocata per gran parte della lettura con colpi di scena scontati tralasciando un finale abbastanza ben riuscito.

Complessivamente parlando, il Ciclo di Shannara si presenta come una buona trilogia fantasy. Forse non delle migliori in fatto di originalità, ma con tutte quelle potenzialità che hanno reso celebre Brooks nei libri successivi che, con il tempo, hanno migliorato sempre di più la loro qualità. A presto!

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