lunedì 21 marzo 2011

Gioventù ribelle



Quello che vi descrivo è l'ennesimo tentativo degli italiani di creare un prodotto videoludico, per celebrare i 150 anni dell'Unità di Italia. Scopriamo insieme il risultato, che sicuramente vi farà non solo ridere, ma anche riflettere parecchio!
Ambientato nel Risorgimento Italiano, ci troveremo a fronteggiare gli eventi salienti della nostra storia nazionale, in un periodo compreso tra il 1849 e il 1870.  Il titolo è stato presentato allo stesso presidente Napolitano, che come potete vedere nella foto ha avuto modo di provarlo. Varie dichiarazioni confermavano la partecipazione dei migliori game designer italiani per la realizzazione. Ed è con immenso piacere che vi presento un video del prodotto finale:



Non è uno scherzo ciò che avete appena visto: questo è davvero il gioco completo! I più navigati del settore capiranno immediatamente che è stato utilizzato l'Unreal Engine, con requisiti bassissimi ma che invece qui sono malapena sufficienti con un computer di ultima generazione. Ambientazioni spoglie, suoni IDENTICI ad Unreal Tournament (il "First Blood" che si sente nel video è davvero spiazzante), e IA inesistente. I nemici sprano a caso e rimangono completamente inermi nelle mani del giocatore. In altri video, per continuare, mostrano come la schermata di caricamento sia la stessa di UT, presa pesantemente senza nemmeno una modifica.
Pure il sito dove è stato possibile scaricare il gioco si è rivelato un fallimento senza precedenti, e i fortunati che sono riusciti a installarlo sul loro computer non si sono nemmeno visti il gioco partire per la pesantezza del motore grafico e per numerossimi bug presenti.
Detto questo, ci è voluto poco perchè molti noti siti esteri abbiano colto l'occasione per prendere in giro la nostra ignoranza in settore videoludico. Alcune riviste online hanno decretato Gioventù Ribelle come "peggior gioco di tutti i tempi". La cosa ancora più preoccupante è che sono stati decisi due seguiti di questo titolo, e noi giocatori tremiamo al solo pensiero! Alla prossima dunque e... Viva l'Italia! (ma non per i videogames!)

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