lunedì 29 settembre 2014

Wolfenstein: The New Order

Il panorama degli sparatutto single player vede sempre più assottigliarsi il ventaglio di prodotti validi e che sappiano lasciare un'impronta nel giocatore. Sembrano passati decenni dai memorabili capolavori come Half-Life 2; molti appassionati si sono arresi all'evidenza che questo genere ormai abbia completamente dimenticato il buon vecchio piacere di una campagna offline. Eppure Bethesda, lasciando lo sviluppo di questo titolo a MachineGames, ha ben deciso di darci uno spiraglio di luce con un reboot di Wolfenstein, una delle saghe più famose degli anni 90. Il lavoro svolto è innegabilmente tra i meglio riusciti degli ultimi tempi.

 
La storia ci vede impersonare il capitano Blazkovich, patriottico americano deciso a sconfiggere la macchina bellica nazista e il suo leader più spietato, soprannominato "Deathshead". Ma l'ultima, disperata missione per sconfiggere le forze del male fallisce e per lungo tempo il protagonista sarà costretto ad assistere al cambiamento. Un cambiamento terribile, dove il dominio tedesco raggiunge ogni angolo del globo e oltre; dove i soprusi sono mascherati da tonnellate di cemento e strutture mostruose; dove la speranza di una vita in libertà è diventata utopia. Riuscirà il testardo soldato americano a cambiare, anche se di poco, il destino di quest'umanità?


Il comparto narrativo, per il suo genere, risulta davvero ben scritto e accattivante. Blazko non è forse un protagonista memorabile, ma i suoi pensieri danno voce a una scrittura appassionata da parte degli sviluppatori. Dramma, amore e mistero si uniscono in un mix che rende la storia di The New Order intrigante al punto giusto. Questo futuro alternativo dove la macchina bellica nazista ha preso il sopravvento risulta credibile, curato e permette al giocatore di scoprire molti dettagli e segreti sparsi per i 16 capitoli offerti. Impiegherete una decina di ore a completare la campagna senza soffermarvi troppo sui particolari, ma sappiate che è presente un bivio all'inizio dell'avventura che non porta delle incredibili differenza, ma permette una leggera rigiocabilità con un personaggio diverso in grado di sbloccare aree altrimenti inaccessibili ad una prima run. 
Trama/Longevità: voto 8.5.

Il gameplay sposa elementi old school e un ritmo veloce e divertente. Ogni situazione potrà essere affrontata in due modi. Se scegliete di agire furtivamente le uccisioni silenziose, i coltelli da lancio e le pistole silenziate vi permetteranno di avanzare senza far scattare un allarme (e l'IA non brillante aiuta spesso a non farvi scoprire). In alternativa potrete uccidere senza preoccuparvi troppo del resto grazie ad un arsenale nutrito, che va dai mitragliatori ai fucili o armi speciali al laser. Ogni arma potrà essere impugnata doppia per un effetto ancor maggiore e le diverse modalità di fuoco donano sufficiente varietà di azione. Ne esce una componente shooter solida e incredibilmente fluida.


L'utilizzo del Laserkraft, dall'altra parte, aggiunge un tocco di originalità diventando, oltre che a un'arma efficace, anche uno strumento indispensabile per interagire con lo scenario circostante. Non aspettatevi comunque di avere vita facile perchè i nemici sono resistenti e soprattutto non ci sarà nessuna barra della salute automatica a rigenerare le vostre ferite: dovrete raccogliere medikit e pezzi di corazza manualmente se volete sopravvivere, e già a livello Medio l'avventura risulta in più momenti particolarmente ostica da affrontare. Questo grazie ad una buona varietà di nemici umani, corazzati e robotici con cui avremo a che fare, per non parlare dei comandanti che invieranno costanti rinforzi se non messi a tacere il prima possibile. 
Gameplay: voto 9.


Da prigioni sotterranee a immensi complessi urbanistici, da fondali marini allo spazio, tutti i livelli si differiscono anche nella tipologia dei nazisti che posseggono truppe per ogni situazioni. La direzione artistica è ispiratissima ed è il punto più alto della produzione visiva. Peccato che a far girare questo ottimo titolo abbiano ben pensato di usare l'ID Tech Engine, motore proprietario con cui è stato realizzato RAGE. La sceltà è dovuta certamente alla sua natura multipiattaforma, ma il risultato su PC non mi ha soddisfatto. Se nella sua globalità The New Order presenti un comparto tecnico più che accettabile, con scorci visivamente splendidi (ma questo è merito ancora dell'art direction), nel dettaglio siamo su livelli disastrosi, con texture da anni 90 in più momenti e il fastidioso caricamento ritardato delle texture al movimento della telecamera. 


Parliamo sempre di un gioco su binari e quindi certi difetti sono più nascosti rispetto all'open world che è RAGE, ma è un'incrinatura che visti tutti gli altri ottimi elementi mi ha stroncato l'entusiasmo. Anche sull'ottimizzazione dobbiamo tenerci un prodotto altalenante, che sembra funzionare a singhiozzi anche su configurazioni odierne con un framerate poco stabile.
Doppiaggio italiano molto ben fatto e la scelta delle voci risulta azzeccata e accompagnata da una colonna sonora dura, epica e varia. 
Comparto Video/Audio: voto 7.5.


Wolfenstein: The New Order è senza dubbio uno degli sparatutto migliori degli ultimi anni. A premiarlo sono in primis una storia ben raccontata e un settings ispirato, accompagnato da quello che è un gameplay che funziona alla perfezione in grado di unire vecchie e nuove meccaniche con ottimi  risultati. In secondo luogo l'alto livello di sfida che renderà felici i più fedelissimi alla storica saga che troveranno un valido motivo per testare le proprie abilità. Sono più che altro un'IA abbastanza fallimentare e un comparto tecnico che non riesce davvero a premiare come si deve una direzione artistica eccellente ad abbassare l'intera valutazione. Rimane in ogni caso un titolo che va giocato e approfondito; speriamo in un sequel non troppo lontano sempre opera di MachineGames!

VOTO GLOBALE: 8.6


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